Il mio bagaglio pesa sempre di più da quando ho lasciato l'Andalusia, carico di provviste per affrontare i tratti più deserti. L'Estremadura (il nome è un presagio: estrema e dura!) è un'impresa che non concede sconti a nessuno, figuriamoci a una siciliana! Qui si respira un'aria di assoluta semplicità: poche persone, nessun lusso... e l'adattamento è la regola. Sono Silvana Di Liberto e benvenuti sulla mia rubrica "La Voce del Cammino" su Leggo Algarve dove vi racconto il mio cammino sulla Via de la Plata in questo articolo sono in Estremadura. Il sole dall’alto mi lancia sguardi assassini, tipo "ti faccio secca!". E sono già cotta come un'acciuga. E dopo due settimane di caldo, è arrivata la pioggia torrenziale! Meno male che siamo arrivati in albergo, perché ha diluviato tutto il giorno... ma fortunatamente è successo solo una volta. Ogni tanto, una telefonata con la mia pochola (un termine affettuoso in spagnolo) María mi dà la carica e mi ricorda che qualcuno si preoccupa per me. Il Valore degli Incontri sulla Via de la Plata: Tra Mojón e Ginocchio Dolente in Estremadura Le città storiche, come Mérida e Cáceres, sembrano custodire segreti millenari tra le loro antiche mura e nei loro vicoli stretti. Lungo la Vía de la Plata ho fatto amicizia con un italiano del nord, poliglotta e simpatico. Nonostante si lamenti che chiacchiero tanto, credo che non si renda conto di quanto parli lui tra tedesco e inglese... forse perché non riesce a sentire le sue stesse parole mentre escono a raffica! Lo rivedrò presto e sono già felice di vivere altre sfide insieme. Mi ha mostrato come utilizzare un'app utilissima per il Cammino che fornisce informazioni dettagliate sul tragitto e mi ha consigliato di prestare attenzione ai segnali delle frecce e ai mojón , quelle pietre quadrate che indicano le lunghe distanze. Devo un ringraziamento anche a un francese che mi ha aiutato a regolare bene lo zaino. Ah, vi ricordate del mio amico Juan Carlos? È tornato all'attacco da Cáceres: adesso pellegrina con me, pur avendo un ginocchio che gli dà problemi, e resterà per una settimana. Abbiamo già visitato le bellissime Trujillo e Plasencia, concedendoci delle uscite fuori percorso. La Volontà Più Forte della Fatica Lo confesso: quando arrivo a destinazione, sono così esausta che la notte scrivo a precipizio il mio capitolo, cercando di catturare ogni dettaglio prima che svanisca nella nebbia della stanchezza. Adesso che il mese finisce, comincio a chiedermi: chi me lo fa fare? Tuttavia, ogni mattina, l'itinerario ricomincia e la Via de la Plata torna a essere la mia ossessione. Questa prova è un'amante crudele: ti sfinisce, ma ti regala volti nuovi, panorami mozzafiato e momenti che cancellano ogni fatica. Quindi sì, i muscoli continueranno a lamentarsi, ma la volontà è forte per andare avanti. Dove? Ve lo racconterò nel prossimo articolo: "Alla conquista di Castilla y León – la parte più lunga, con Salamanca e Zamora, tra mesetas infinite e pietre dorate." Leggo Algarve – notizie per la comunità italiana in Portogallo © 2025 Todos os direitos reservados - RIPRODUZIONE RISERVATA Leggi il precedente articolo della rubrica “La Voce del Cammino“: https://portogallo.online/viaggio-indimenticabile-sulla-via-de-la-plata-le-prime-tappe/