Cos’è l’expat guilt? Il termine inglese guilt si traduce in italiano con “colpa”.Con l’espressione expat guilt ci riferiamo a quei sentimenti di colpa che emergono quando sentiamo che la nostra distanza geografica potrebbe arrecare sofferenza ai nostri cari — e ci percepiamo colpevoli di questo. Chi vive all’estero per inseguire un sogno, una carriera o una qualità di vita migliore, sa bene cosa significa convivere con questi pensieri. Ogni scelta che ci allontana dalla famiglia può tingersi, a volte, del colore del senso di colpa. Cosa intendiamo per senso di colpa? In psicologia, il senso di colpa è un’emozione legata all’idea di aver infranto una regola, causato un danno o commesso un errore. Secondo l’approccio gestaltico, il senso di colpa è una retroflessione dell’aggressività. In parole semplici: quando ci sentiamo in colpa, “rivolgiamo contro noi stessi” l’energia aggressiva. Ci diciamo frasi come: “Sono stato egoista”, “sono un menefreghista”, “non penso a chi ho lasciato”. Questi pensieri autodenigranti sono un attacco alla nostra persona.Se lasciati fluire liberamente, possono generare malessere e confusione, spingendoci a scelte affrettate, spesso dettate dalla voglia di “rimediare” a una colpa che non è necessariamente reale. Come mi disse un’insegnante: “Il senso di colpa toglie lucidità”. 🔍 Come affrontare l’expat guilt? Ogni persona ha una storia unica, dinamiche familiari specifiche e vissuti personali che rendono l’esperienza del trasferimento molto diversa da individuo a individuo. Per questo non esiste una formula universale. Comprendere cosa sia il senso di colpa non basta per superarlo.Questo sentimento affonda le sue radici nella storia personale e familiare, e può essere esplorato in modo profondo all’interno di un percorso psicologico. Tuttavia, ci sono alcuni spunti di riflessione che possono essere utili per cominciare un lavoro personale: 💭 Alcune domande per cominciare Cause scatenanti nel presenteCosa attiva oggi il mio senso di colpa? Quali sono gli eventi o le parole che lo innescano? Focus sulla famigliaC’è qualcuno che mi accusa, direttamente o indirettamente, per la mia scelta?Perché lo fa? Cosa penso del suo atteggiamento? Focus sui pensieriLe frasi accusatorie che mi ripeto nella mente… a chi somigliano?Provengono da una voce familiare? Confronto esternoHo parlato con qualcuno esterno alla situazione?La mia percezione di colpa è proporzionata oppure esagerata? 👣 Conclusione Il senso di colpa non si supera ignorandolo, né punendosi per esso.Il primo passo è iniziare a metterlo in discussione, a interrogarlo, piuttosto che accettarlo come un “giusto castigo” per una scelta egoista. Trasferirsi non significa abbandonare.Crescere, esplorare, vivere: anche questo fa parte dell’amore. E l’amore, quello vero, è capace di attraversare i confini. Contatti:Dottoressa Federica Caso – PsicologaWhatsApp: +39 3398909135Email: federica.caso.psicologa@gmail.com portogallo.online © 2025 Todos os direitos reservados - RIPRODUZIONE RISERVATA In questo articolo, la dott.ssa Federica Caso ha spiegato come gestire Il senso di colpa per essere distanti: come affrontare l’expat guilt. Leggi gli altri appuntamenti della rubrica di Leggo Algarve “Oltre il Confine” cliccando qui. https://portogallo.online/come-gestire-il-pentimento-dopo-un-trasferimento-all-estero-psicologia/